Il comunicatore aggressivo

Il comunicatore aggressivo

L’aggressività, in tutte le sue sfumature, è un comportamento molto comune.

È diffuso perché è un comportamento naturale. Deriva da reazioni istintive, profonde e anche tra gli animali l’aggressività viene usata per comunicare.

Esistono diversi livelli di aggressività, non è necessario arrivare alle mani o all’insulto per essere aggressivi. Proprio per questo motivo se osserverai attentamente le persone attorno a te, troverai tantissimi esempi di aggressività, in tutte le sue forme.

Vediamo insieme come riconoscerle.

Cosa fa il comunicatore aggressivo

Immaginiamo di inforcare un binocolo e osservare da lontano come appare la comunicazione aggressiva.

La prima cosa che noteremo saranno i movimenti. Il comunicatore aggressivo (includo qui anche le comunicatrici, eh) si muove nello spazio attorno a sé senza timore, usandolo abbondantemente, come se lo possedesse

Appare a suo agio, fa gesti ampi, cammina, si sposta. La sua postura la dice lunga: spalle larghe, braccia leggermente staccate dal busto, mento in sù.

Guarda negli occhi il suo interlocutore senza timore, se è in confidenza gli tocca il braccio. Se è molto dominante potrebbe appoggiarsi sulla sua spalla.

Anche la camminata ci dà indicazioni interessanti. Probabilmente anche quando cammina occupa spazio: muove molto le braccia, il passo è lungo e sicuro, i piedi leggermente divaricati.

Ha un volume di voce alto e qualche volta interrompe gli altri mentre parlano.

Ma attenzione: anche un silenzio a volte taglia come una lama.

Questa è una descrizione da manuale, quasi una macchietta. Non è detto che queste caratteristiche siano sempre tutte presenti, ma quando le troviamo sono indizi importanti.

Cosa pensa il comunicatore aggressivo

Probabilmente cosa pensa davvero lo sanno solo lui/lei e il suo terapeuta.

Dal punto di vista della comunicazione spesso l’aggressività deriva dalla convinzione in quel momento di avere più diritto di parlare rispetto alla persona che ho davanti.

Forse l’aggressivo pensa di avere ragione, di essere in una posizione dominante, di avere un’idea migliore di quella degli altri.

Altre volte invece crede che un diritto gli sia stato negato e debba combattere per riprenderselo oppure semplicemente sotto sotto ha paura di qualcosa e tira fuori gli artigli per difendersi.

Se credi che questi siano casi limite, che capiti solo quando siamo arrabbiati o che ce ne accorgiamo tutte le volte…be’, no.

Cosa si perde il comunicatore aggressivo

Ci siamo detti che l’aggressività è un comportamento naturale. Vero, e per questo motivo l’aggressivo non va visto a priori come un demonio o unə svitatə fuori controllo. È un essere umano che in quel momento è in balia della sua “umanità”.

Parlo di aggressività comunicativa, sia ben chiaro che l’aggressività intesa come violenza (fisica, psicologica, economica e qualunque altra violenza ci venga in mente) è deplorevole, da correggere immediatamente, da curare e da denunciare se ce ne sono gli estremi.

Tornando a noi, la comunicazione aggressiva è parte della natura umana, ma è quantomeno da scoraggiare. 

Perché può ferire gli altri ed è un ostacolo alla collaborazione, ma anche perché lo stesso comunicatore aggressivo avrà conseguenza negative.

L’aggressività allontana le altre persone, può fare in modo che non condividano con noi i loro pensieri, le loro idee, i loro punti di vista. Se temo di essere aggreditə perché dovrei darti il mio parere? E di sicuro non andrò da un aggressivə a confidarmi o confrontarmi, no?

L’aggressività ci fa apparire come poco razionali, poco affidabili, poco equilibrati. Rischiamo quindi che non ci vengano affidate risorse, progetti, responsabilità.

Potremmo addirittura rischiare di essere esclusi da alcuni gruppi e opportunità.

E quindi cosa può fare?

Dal nostro binocolo continuiamo ad osservare il comunicatore aggressivo.

Se è felice e soddisfatto delle interazioni che ha con gli altri, se non si perde opportunità e nella sua umana imperfezione ha trovato un buon equilibrio va benissimo così!

Se il nostro comportamento non fa del male agli altri né a noi stessi, perché dovremmo cambiarlo? Bando al perfezionismo! Ricordiamoci che ci sono tanti livelli di aggressività e non tutti sono dannosi allo stesso modo.

Se invece ci stiamo perdendo delle opportunità è il momento di agire e ci sono molti strumenti che possiamo attivare:

  • leggi, documentati, informati, guarda video, segui sui social le persone che ne parlano. La ripetizione ci aiuta a ricordare meglio e a comprendere con più profondità i concetti, ad interiorizzarli;
  • segui il corso di formazione più adatto a te. In presenza, online, misto, a tu per tu con il/la tuə mentore..scegli quello che funziona per te, ma investi il tuo tempo nella formazione;
  • se l’aggressività per te è un tema troppo difficile, delicato, profondo, se ti crea dei grandi disagi, contatta unə psicologə. La terapia può essere molto efficace.

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Marianna Cerbone

Formatrice per lavoro e per passione. I miei corsi sono ad alta interattività con giochi, attività pratiche e momenti di confronto tra i partecipanti. La mia seconda passione è il teatro di improvvisazione e quando teatro e formazione si intrecciano, le energie e i risultati si moltiplicano.