Lavorare da casa è un bene o un male?

Lavorare da casa è un bene o un male?

Ora, lo smart working e il telelavoro non sono una cosa nuova.
Ci sono contratti che li disciplinano, professioni che nascono senza postazione fissa o che per definizione si svolgono a casa, aziende che da anni hanno istituzionalizzato queste modalità di lavoro.

È anche vero che tutto è una novità nel momento in cui tocca a noi per la prima volta.

Nel 2020 non è stato inventato nulla di realmente nuovo, ma per molte persone ha significato comunque rivoluzionare da un giorno all’altro la propria quotidianità, per di più senza poter scegliere.

Le difficoltà principali

Ci sono delle difficoltà oggettive con le quali potremmo scontrarci, eccone alcune.

1. I figli. Io non ne ho, ma posso immaginare quanto possa essere difficile avere bambini per casa che comprensibilmente reclamano la nostra attenzione.
Se sono molto piccoli poi, è davvero complicato seguire qualsiasi tentativo di pianificazione lavorativa abbiamo abbozzato.

2. Lo spazio lavorativo. Se non abbiamo uno studio o un’area pensata per il lavoro, all’inizio potrebbe essere complicato organizzarsi.

3. La scomodità. C’è un motivo se esistono le attrezzature da ufficio e quelle da casa: hanno funzioni diverse e diversa struttura.
Io stessa nei primi tempi lavoravo sulla sedia della cucina (o peggio, sul divano) e la schiena ad un certo punto mi ha presentato il conto.

4. L’equilibrio tra vita e lavoro. Spazio condiviso per lavoro e vita privata, purtroppo, in alcuni casi finisce per diventare tempo condiviso: quando sono a casa è come se fossi sempre in ufficio e questo non va per niente bene, né per la tua vita né tanto meno per la tua produttività.

5. La sedentarietà. Da pigra incallita lo so bene: stare a casa al calduccio è bellissimo. Se però non abbiamo neanche più la necessità di uscire per raggiungere il luogo di lavoro, potremmo arrivare ad abitudini scorrette, che saranno deleterie a lungo andare.

Per qualche spunto su come superare le difficoltà principali del lavoro da casa ti rimando a questo articolo in cui ne parlo.

Gli aspetti positivi

Non viene tutto per nuocere, però. Anzi! Una volta superate le principali difficoltà e trovato il modo migliore di adattarsi e organizzarsi, ci sono moltissimi aspetti positivi. Questi sono i miei preferiti:

1. Il tempo degli spostamenti casa ufficio diventa tempo utile per svolgere attività o anche solo per dormire mezz’ora in più o riposarsi.

2. Gestire casa è più facile. Posso far partire una lavatrice o cucinare il minestrone mentre scrivo gli articoli del blog o progetto un nuovo corso. Purché questo non diventi occuparsi della casa invece di dedicarsi al lavoro.

3. Se ti organizzi, mangi più sano. Questo è un aspetto su cui spesso predico bene e razzolo male, in ogni caso anche un pranzo preparato al volo a casa generalmente è più sano di qualsiasi cibo da tavola calda.

4. Risparmi le spese di viaggio e inquini meno. Non è solo un vantaggio individuale, ma anche e soprattutto collettivo. È uno dei motivi per cui mi piacerebbe che lo smart working fosse più diffuso, alleggerirebbe molti problemi di inquinamento e congestione delle nostre città. Lo dico da milanese trapiantata a Padova, due delle città più trafficate e inquinate d’Italia.

5. Lavori con i tuoi tempi e c’è più puntualità. Certo, capi e colleghi possono comunque telefonarci o scriverci, ma difficilmente ci interromperanno sbucando all’improvviso alla nostra scrivania o parlandoci quando siamo concentrati. Inoltre ho riscontrato un maggiore rispetto per gli orari, ai limiti del maniacale, nelle videoconferenze rispetto agli incontri dal vivo.