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Coach, Counselor, Tutor, Mentor. Che differenza c’è?

Il mondo della formazione, nella sua accezione più ampia del “dare forma” alla persona e stimolare la crescita personale, include diverse professioni e ruoli.

Non sempre però questi ruoli sono chiari ai non addetti ai lavori (in tutta onestà, talvolta anche formatori con esperienza fanno un po’ confusione).

Proviamo quindi a diradare la nebbia e capirci qualcosa di più.

Coach

Inizio con la figura del coach, che mi riguarda più da vicino: ho studiato coaching quando vivevo in Danimarca, anche se prevalentemente applico in aula e con i gruppi quello ce ho imparato allora.

Il coach è un professionista che guida le persone nella risoluzione dei problemi, nel chiarirsi le idee su scelte e decisioni da prendere, nel monitorare i progressi e che stimola all’azione.

Può essere utile a chi ha bisogno di una guida nel definire i propri obiettivi, a chi procrastina e fatica a trovare soluzioni efficaci per uscire da un momento di impasse o per raggiungere determinati traguardi.

È una sorta di “allenatore” che lavora prevalentemente sul miglioramento delle performance.

Ormai anche in Italia il coach è una figura che inizia ad essere conosciuta e richiesta, soprattutto nelle aziende e soprattutto da chi ricopre ruoli manageriali.

E’ importante non confondere i coach con gli psicologi e gli psicoterapeuti: se sospetti di avere una patologia o problemi relazionali ed emotivi molto seri, è a questi professionisti che ti devi rivolgere!

Esistono diverse scuole e diversi percorsi per diventare coach, ma ad oggi in Italia questa professione non è normata, non esiste un albo ufficiale e, purtroppo, chiunque potrebbe autodefinirsi coach e fare questo mestiere.

È però possibile ottenere una certificazione, rivolgendosi a enti che stabiliscono un proprio codice e che sono riconosciuti dalla comunità di coach professionisti. Una delle realtà più conosciute e affidabili, se si vuole ottenere una certificazione è la ICF.

Se ti rivolgi ad un/a coach, chiedi e verifica come si è formato. Se ti è possibile, chiedi referenze alle persone che hanno lavorato con lui o con lei.

Un discorso simile si può fare per la professione di formatore. Ne ho parlato qui.

Questa attività, almeno in Italia, molto spesso è svolta da professionisti che svolgono anche altri lavori. Ad esempio molti formatori sono anche coach (e viceversa). Questo non ha nulla a che fare con la loro preparazione, anzi: due professioni affini spesso si alimentano l’una con l’altra.

Counselor

Spesso confuso con il coach, questo ruolo richiede una preparazione di 3 anni e un esame finale per ricevere un accreditamento.

Il counselor si occupa di ascoltare e supportare le persone in momenti di transizione o di difficoltà temporanea. Generalmente imposta il lavoro su una tematica definita e il suo trattamento è circoscritto in un tempo medio breve.

Con in counselor si può lavorare su diversi aspetti ad esempio le nostre reazioni davanti alle difficoltà, scoprire le risorse sulle quali possiamo fare affidamento e sbloccare situazioni di stallo guardando il mondo da prospettive nuove.

Anche questa figura, come il coach, lavora sul tempo presente, sulla ricerca del benessere in assenza di patologie. 

Se vuoi metterti in contatto con una counselor, puoi dare un’occhiata al sito di Giulia Tassi.

Come già detto in precedenza, in caso di disturbi importanti, sono altre le figure a cui rivolgersi. Gli psicoterapeuti, oltre che sulle patologie, lavorano anche sui traumi del passato, cosa che né coach né counselor sono preparati a fare.

Tutor e mentor sono due ruoli molto spesso utilizzati nella formazione e talvolta confusi. Vediamo insieme quali sono le differenze.

Tutor

Il tutor è solitamente un collega oppure una figura di staff, di supporto tecnico che facilita gli aspetti organizzativi ed esecutivi della formazione.

Se ad esempio stiamo imparando ad usare un nuovo strumento online o il nuovo gestionale della nostra azienda, il tutor può darci una mano a comprendere il funzionamento della piattaforma, aiutarci a creare un account o trovare una soluzione se non riusciamo più ad accedere al sistema.

In alternativa il tutor può essere un valido supporto organizzativo: pianificare gli incontri formativi in un percorso particolarmente complesso, coordinare le varie figure coinvolte, assicurarsi che gli strumenti didattici (aule, lavagne, strumenti informatici, documenti, autorizzazioni ecc…) siano predisposti e funzionanti.

In altri casi il tutor si mette a disposizione per essere contattato dagli utenti in caso di bisogno, una sorta di paracadute o servizio di assistenza pronto a tutto.

Mentor

Il mentor o mentore è invece un professionista, di solito un collega, con molta esperienza sull’argomento oggetto del percorso formativo. Affianca i discenti nel quotidiano, dà loro consiglio in caso di bisogno, fornisce feedback e “trucchi del mestiere”.

Ho già parlato nello specifico in questo articolo del ruolo del mentore per chi vuole intraprendere la carriera della formazione.

È un ruolo delicato perché un buon mentore deve essere in grado di motivare, correggere fornendo strumenti e spingendo chi impara a trovare le proprie soluzioni, il proprio modo di interpretare il ruolo. Il mentore crea le possibilità di sperimentare progressivamente e in sicurezza un lavoro nuovo o complesso senza imporre la propria visione di come andrebbe svolto.

Il mentore ideale ha spiccate doti di leadership, un’alta competenza, molta esperienza nel ruolo che il discente sta imparando a ricoprire in autonomia.

Non è per forza anagraficamente più grande delle persona che affianca: una nipote potrebbe essere un ottimo mentore per suo nonno che impara a usare TikTok.

In un percorso formativo si può pianificare una mentorship continuativa, con mentore e discente che lavorano fianco a fianco ad esempio nello stesso ufficio oppure pianificare appuntamenti dedicati in cui le due persone si incontrano, si scambiano pareri, trovano soluzioni insieme.

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Marianna Cerbone

Formatrice per lavoro e per passione. I miei corsi sono ad alta interattività con giochi, attività pratiche e momenti di confronto tra i partecipanti. La mia seconda passione è il teatro di improvvisazione e quando teatro e formazione si intrecciano, le energie e i risultati si moltiplicano.

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