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Formatore, docente, insegnante, trainer, istruttore, facilitatore…che differenza c’è?

Tagliata con l’accetta, la risposta a questa domanda è “praticamente nessuna differenza”. Allo stesso tempo, da professionisti della formazione, ci sono sfumature tra queste parole, che per noi possono diventare importanti. Vediamo come vengono più comunemente usate.

Formatore e formatrice

Sono tra i termini più usati nella formazione aziendale, per definire i professionisti di questo settore. Ho parlato più nello specifico dei ruoli nella formazione aziendale in questo articolo, che ti consiglio di leggere.

Formatori e formatrici aziendali si occupano di innescare, guidare e monitorare il cambiamento atteso dalle aziende che li ingaggiano.

La parola “formazione” e tutti i suoi derivati ci suggeriscono il concetto del “dare forma”. A cosa diamo una forma? 

  • Ai contenuti: uno dei compiti dei formatori è proprio quello di organizzare i contenuti, ma anche gli spunti di riflessione in “forme” facilmente comprensibili e utilizzabili da chi vuole apprenderle. Schemi, ordine logico, alternanza tra teoria, pratica, riflessione e attività diverse servono proprio a questo: dare una forma ai contenuti che ne faciliti l’apprendimento.
  • A chi apprende: non nel senso di manipolare le persone, per carità! Dare forma al pensiero e ai comportamenti di chi partecipa ai nostri percorsi significa indirizzare il cambiamento nella direzione più utile e funzionale per l’azienda e per i partecipanti stessi. A me piace pensarla come una sorta di “spinta gentile”, traduzione del titolo di un libro che ti suggerisco di leggere “Nudge

Trainer e istruttori

formazione pratica

Spesso i formatori aziendali vengono chiamati in alternativa “trainer”, banalmente perché in inglese si dice così.

Però la parola trainer, se ci pensiamo, ha una sfumatura diversa rispetto a formatore e formatrice. Rimanda infatti all’allenamento, dal suo significato letterale.

Dal mio punto di vista se scegliamo di usare trainer, invece che formatore o formatrice, solo perché l’inglese suona bene abbiamo perso un’opportunità.

Non c’è niente di male, io stessa uso questo termine in molte occasioni, ma pensate a quanto possiamo comunicare tra le righe solo scegliendo il termine che più ci appartiene, che più ci rappresenta.

Io sceglierei trainer quando voglio sottolineare il concetto della pratica, dell’allenarsi e formatore o formatrice quando voglio evocare il dare forma, se sto molto attenta al linguaggio e voglio evitare inglesismi non necessari oppure come ho fatto io, per sottolineare la mia componente femminile: formatrice, in inglese, è sempre trainer.

Istruttore, come si può intuire, deriva dal verbo istruire e si usa generalmente per le figure che insegnano attività pratiche, fisiche, legate al fare, all’operatività. Infatti è un termine molto usato in alcuni sport, soprattutto se individuali e con una buona dose di tecnica (ad esempio istruttore di tennis).

Docente e insegnante

docenti in formazione

Queste due parole sono accomunate dal fatto che vengono usate in moltissimi contesti, a volte anche come cappello per racchiudere diverse figure professionali in ambito formativo.

Il loro significato ha dei richiami più ampi e generici all’insegnamento: insegnante, va da sé, è legato al verbo insegnare mentre docente…be’ la stessa cosa, ma deriva dal latino.

In realtà, il fatto che docente derivi dal latino non è banale e ha dei risvolti nel suo utilizzo. Infatti i professori universitari vengono chiamati docenti, parola che permette di racchiudere ogni livello di inquadramento e carriera che possa portare ad insegnare in un’aula universitaria.

Anche in ambito scolastico, dalla scuola primaria in poi, si sente parlare di corpo docente a qualsiasi livello e affiancato a questo termine troviamo poi i vari insegnante, maestra e maestro, professore e professoressa a seconda del ruolo. 

In ambito aziendale o in generale nella formazione dell’adulto al di fuori dei contesti scolastici e universitari, tra le parole citate in questo paragrafo, usiamo pressoché soltanto docente

Io ad esempio mi definisco formatrice, ma sono docente (perché affiancata ad altri professionisti con job title differenti) di un MBA e di alcuni Master e Masterclass per formatori.

Te ne segnalo qui uno in partenza nel 2024.

Facilitatore e facilitatrice

facilitare la formazione

Questo è un termine davvero interessante ed esplicativo. Non lo si usa ancora moltissimo, forse perché confonde le idee o è poco sexy. Di fatto, però, è ciò che i formatori aziendali fanno, se hanno compreso davvero il modo in cui possono essere d’aiuto nella formazione degli adulti.

I formatori dovrebbero rendere facile l’apprendimento, rendere facile l’esperienza di apprendimento.

Se intendiamo la formazione in questo modo, facilitatore e facilitatrice sono termini oltremodo azzeccati.

Come vedi c’è l’imbarazzo della scelta per definire il proprio ruolo e stato di professionisti della formazione. A mio avviso usarli tutti insieme in un’unica lunga sequenza può creare un po’ di confusione e dare l’idea di essere tutto e niente.

Sceglierli invece con cognizione di causa è un ottimo esercizio anche per chiederci che tipo di formatori e formatrici siamo e quali approcci e sfumature ci rappresentano di più.

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Marianna Cerbone

Formatrice per lavoro e per passione. I miei corsi sono ad alta interattività con giochi, attività pratiche e momenti di confronto tra i partecipanti. La mia seconda passione è il teatro di improvvisazione e quando teatro e formazione si intrecciano, le energie e i risultati si moltiplicano.

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