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Formazione aziendale interattiva: 10 modi per interagire in aula

Alzi la mano chi non si è mai annoiato mortalmente durante un corso di formazione aziendale!

Ci scommetto: le mani alzate sono poche, pochissime. La mia non si è spostata di un millimetro dalla tastiera.

Rendere la formazione aziendale interattiva non è solo possibile, è doveroso! I corsi statici dove docente parla e partecipante ascolta non li regge più nessuno, soprattutto se erogati in presenza. 

Sì, anche se parli molto bene. 

Sì, anche se sei incredibilmente affascinante e carismaticə.

Sì, soprattutto se tratti argomenti tecnici.

Personalmente partecipo a tantissimi corsi di formazione, un po’ perché per noi formatori è importantissimo aggiornarsi di continuo e un po’ perché mi diverto sia da partecipante che da formatrice.

Questo fa sì che abbia visto in azione tantissimi colleghi e colleghe, ognuno con il proprio metodo e il proprio stile.

Alcuni li seguirei in aula altre mille volte, altri (mi permetti una brutale onestà?) spero di incontrarli solo al bar. E molto spesso il motivo è che parlano di continuo, non stimolano l’interazione e così facendo rendono il corso monotono e autoreferenziale.

Come rendere la formazione aziendale interattiva

A volte il limite che ci diamo e che sta tutto nella nostra testa, è che crediamo che l’interattività sia poco professionale. Alcuni formatori sono ancora convinti che professionalità significhi estremo contegno, essere seriosi (che è molto diverso dall’essere seri) e associano la formazione aziendale allo stereotipo della formazione accademica.

Sfatiamo qualche mito.

Alcuni accademici, professori rinomati e apprezzati, hanno in realtà uno stile molto alla mano e sono estremamente efficaci e per questo seguiti.

Ti faccio un paio di esempi: 

  • Telmo Pievani: filosofo della scienza, evoluzionista, comunicatore e saggista. È stato un mio professore all’università e ancora ricordo le sue lezioni, per nulla convenzionali. Già dalla prima pagina del suo sito vi renderete conto di come si presenti in modo leggero e scherzoso, pur essendo un professionista serissimo e molto riconosciuto nel suo settore.

Credimi, basta davvero poco. Ci sono infiniti metodi e strumenti, per lo più gratuiti e facili da usare. Qui te ne propongo dieci e te li racconto due alla volta.

Linguaggio e Storytelling

Il primo passo per rendere la formazione aziendale interattiva è fare attenzione al linguaggio che usiamo.

Credimi sulla parola (battuta involontaria) il modo in cui usi il linguaggio in aula, può essere la svolta nel tuo modo di fare formazione e nei risultati che puoi ottenere in termini di ingaggio e interazione.

Quanto spesso fai domande ai partecipanti, con il solo scopo di interrompere un tuo monologo? Non vale se lo fai per “mostrare che tu sai e loro no” e non vale neanche quando le usi per verificare se hanno capito l’argomento che hai trattato.

Per rendere la formazione aziendale interattiva fai domande. Sulle loro opinioni, su come si sentono in quel momento, ma anche domande retoriche. Se hai appena ricordato loro qualcosa che probabilmente sanno già, è il momento di una domanda retorica. Le domande retoriche sono quelle per cui la risposta sembra ovvia, giusto?

Hai notato come ho usato le domande in modo organico in questo paragrafo? Nessuna di queste è stata usata per testare le tue conoscenze grammaticali. A chi piace essere interrogato? Davvero a poche persone.

Le domande sono il punto zero dell’interazione nella formazione aziendale, ma di sicuro non l’unico.

Già che parliamo di linguaggio, qui puoi approfondire anche altri punti di attenzione utili sull’argomento.

Guardiamo il linguaggio un po’ più da lontano, il punto successivo da analizzare è come decidi di raccontare le informazioni. Lo storytelling o almeno un suo accenno, non è così difficile da inserire nelle parti di lezione frontale.

Prova a trasformare l’elenco di istruzioni per raggiungere un obiettivo o per completare una procedura. Fallo diventare il racconto di un personaggio che segue i passi giusti per ottenere quel risultato. Facile no?

Invece di dire “Per completare la procedura bisogna fare x e non y” prova a dire “Massimiliano ha capito che fare x è l’unica strategia e ha completato la procedura”. Puoi anche affiancare alla storia di successo di Massimiliano, la storia fallimentare di Vanessa che puntualmente fa le scelte sbagliate. Fondamenta di Storytelling, applicabile da domani senza grosso impegno.

Siamo fatti di storie, ci appassionano e se ben usate ci fanno pendere dalle labbra di chi le racconta. Se le associ alle domande, l’interazione è servita.

Sondaggi e Quiz

Sono la versione evoluta delle domande perché ci permettono di raccogliere, volendo, le statistiche sul gruppo di partecipanti che risponde.

I sondaggi si usano di solito per chiedere alle persone cosa preferiscono o quale alternativa sceglierebbero tra quelle proposte.

I quiz invece prevedono una risposta corretta ed è molto divertente se si dà un tempo ristretto per rispondere, per sollecitare il senso di urgenza. Un po’ come si fa in tantissimi programmi televisivi.

Siamo sempre in azienda e la formazione aziendale, anche se interattiva, è bene che non diventi un quiz show. Ma con i giusti strumenti e le giuste domande può risultare davvero divertente e restare professionale.

Sollevo sempre un alert quando parlo di quiz: per essere ingaggianti e stimolare l’interazione è bene che non siano usati a scopo di test. A molti piace giocare, a nessuno piace perdere la faccia.

Come rendere un quiz non valutativo? 

  • Puoi renderlo un gioco a punti, dividendo i partecipanti in squadre;
  • puoi usare gli errori come momento di apprendimento, evitando giudizio o valutazione per chi sbaglia;
  • se non sai da dove cominciare, usa strumenti online già pronti, con grafica e animazioni accattivanti che ti renderanno il gioco semplice.

I più conosciuti e usati sono Mentimeter e Kahoot. Se vuoi scoprire altri strumenti online gratuiti interessanti, ti metto qui in fondo alla pagina un bottone per richiedere la guida che ho creato a questo proposito.

Confronto a gruppi e Work case

A volte chi partecipa ai nostri corsi, non è completamente digiuno degli argomenti che trattiamo. In questi casi consiglio vivamente di dare valore alle loro conoscenze, lasciando che le mettano in pratica confrontandosi con i colleghi, se si tratta di una formazione aziendale interattiva, ma funziona in tutti i contesti.

Ti elenco solo alcuni dei benefici di questa scelta:

  • sarà gratificante per loro;
  • è un’ottima occasione per conoscere meglio i colleghi e fare gruppo;
  • facilita la creazione di relazioni e la diffusione di conoscenza, soprattutto tra colleghi più e meno esperti;
  • è un momento in cui, durante il corso, i partecipanti possono tirare il fiato e cambiare la modalità con cui prestano attenzione;
  • è un semplice modo per rendere la formazione aziendale interattiva, che è il nostro obiettivo.

Semplice ed efficace: si creano i gruppi, si dà loro una domanda a cui rispondere o una definizione su cui concordare e si definisce in quanto tempo dovranno farlo.

Stesso discorso vale anche per i work case che funzionano allo stesso modo, ma al gruppo si propone uno scenario da analizzare e su cui lavorare per trovare una soluzione o creare una proposta per risolvere il caso, insieme al resto del gruppo.

Solo alla fine ascoltiamo le risposte di tutti i gruppi e aggiungiamo ciò che non è stato già individuato da loro.

Paura che sbaglino risposte? L’errore, insieme al gioco, è la base dell’apprendimento. Non dobbiamo temerlo, ma imparare a gestirlo.

Sessioni di Q&A e Flipped Classroom

Ecco un’altra modalità ad altissima interazione, che ribalta i ruoli di formatore e partecipante.

Invece di raccontare in prima battuta tutta la teoria, chiedi ai partecipanti quali dubbi hanno o cosa vogliono sapere. Puoi ripetere il momento di Q&A (Domande e risposte) periodicamente durante la giornata per rendere la tua una formazione aziendale interattiva e decidere di riservare qualche minuto a questa attività dopo ogni affondo teorico o dopo le esercitazioni e dimostrazioni più complesse.

La Flipped classroom negli ultimi anni viene spinta molto come modalità di apprendimento interattivo. I partecipanti, singolarmente o a gruppi, si preparano in autonomia su un argomento e poi saranno loro stessi a presentarlo al resto del gruppo.

Proprio perché non tutti i partecipanti nascono formatori e potrebbero non essere particolarmente abili nell’esposizione, è bene che il tempo della loro presentazione sia scelto in base alla loro preparazione sull’argomento e alla loro attitudine. Ho messo in coppia la Flipped Classroom con le sessioni di Q&A perché insieme moltiplicano la loro efficacia: riserva sempre un momento dedicato alle domande, dopo ogni esposizione da parte dei partecipanti. 

In questo modo tu non dovrai interromperli e correggerli durante il loro momento formativo, e i partecipanti che sono in ascolto potranno appuntarsi le domande e chiedere chiarimenti al momento opportuno. Eventualmente, questo è il momento anche per te facilitatore o facilitatrice per intervenire, se necessario.

Gamification ed Edutainment

Queste due categorie di interazione richiedono molta più preparazione delle precedenti per poter essere usate le prime volte.

Per gamification si intende l’applicazione delle dinamiche dei giochi, che sono il motivo per cui quando ci piace un video game non riusciamo più a smettere, alla formazione.

È un argomento che adoro e che ho scoperto essere complesso, ma estremamente affascinante. 

Se vuoi saperne di più e mastichi un po’ di inglese ti suggerisco il sito di uno dei guru mondiali di gamification, che spiega di cosa si tratta in modo molto approfondito.

Interessanti anche il suo TED e quello di Jane McGonigal (che non c’entra niente con Harry Potter, nonostante l’assonanza).

L’edutainment invece è tutto un filone che mescola apprendimento (Education) e intrattenimento (Entertainment).

Un esempio eccellente è Quinta di Copertina Teatro, portale di Edutainment per le scuole e con il quale collaboro per alcuni progetti. Si tratta di un catalogo virtuale di videolezioni sui più disparati argomenti, strutturate in modo interattivo e ingaggiante. Qui il teatro è usato come mezzo di formazione e intrattenimento, anche in spettacoli di edutainment dal vivo.

Come promesso, metto qui sotto il bottone per poter scaricare la mia guida agli strumenti online gratuiti per facilitare l’interazione ma non solo! Spero che ti piaccia e che ti sia d’ispirazione.

Marianna Cerbone

Formatrice per lavoro e per passione. I miei corsi sono ad alta interattività con giochi, attività pratiche e momenti di confronto tra i partecipanti. La mia seconda passione è il teatro di improvvisazione e quando teatro e formazione si intrecciano, le energie e i risultati si moltiplicano.

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